“Leone” di Paola Mastrocola: credere in qualcosa è “peccato”?

leone

Le ingombrava lo spazio. Ma andava bene perché le riempiva la visuale, le toglieva quella sensazione di stare su un balcone e avere il vuoto sotto.

Leone è un bambino di sei anni. Ha una mamma, un papà, una nonna… no. Una Nonna non ce l’ha più. Ha solo un’Altranonna. Dunque, riprendiamo.
Leone ha una mamma. Si chiama Katia, fa la cassiera in un supermercato e il martedì pomeriggio lo va a prendere a scuola.
Poi ha anche un papà. Lo vede due venerdì al mese, alternati, perché la mamma e il papà non stanno più insieme e il giudice ha deciso così. Il papà guida il camion e lo porta sempre a magiare l’hamburger. Però non l’ha mica capito che a Leone l’hamburger non piace.
Leone è un bambino un po’ speciale: prega.
Katia lo scopre un martedì pomeriggio e non se ne dà pace. Chi gliel’ha insegnato? Perché lo fa? Perché lo fa in pubblico?

Era stato il calore della mano di lei sul suo viso, quella sensazione di fuoco, nient’altro. Ma gli era caduta addosso una tristezza. Succede. Strano che succeda quando arriva una sorpresa bella, così, in contemporanea. Tutto mescolato insieme, felicità e tristezza.

Leone diventerà in un attimo «il bambino che prega». Prima deriso dai compagni, poi adorato.
Riusciremo a seguire il suo dialogo interno, nonché quello della mamma e del papà, e a vivere con immensa tenerezza questa storia che forse nella forma ha poco di usuale, ma che nei sentimenti è molto molto frequente.

Paola Mastrocola è bravissima nel farti credere in qualcosa, esattamente come ci crede Leone. Tutte le sue emozioni, trasferite su carta, diventano immediatamente vere e universali.
Cosa vuol dire credere? Come cambiano le relazioni in base alle nostre abitudini e ai codici di accettazione sociale? E davvero chi ci sta intorno ci conosce così bene come crede? Queste sono alcune delle riflessioni che pagina dopo pagina Leone e tutta la gente del Bussolo mi hanno ispirato.

Tanta tenerezza e tanta dolcezza in queste pagine, la consapevolezza sempre crescente che anche dai momenti avversi possono nascere fiori, la semplicità di un linguaggio perfettamente infantile (Leone è un bambino di 6 anni e lo si intuisce benissimo) bilanciata a tutto il contesto della storia.
Che questo libro ha aperto una breccia nel mio cuore lo si capisce benissimo e sono molto contenta della sorpresa che mi ha riservato. Ero sicura che mi sarei trovata di fronte ad una storia diversa, più adulta, meno ingenua e meno sognante, invece sono ritornata bambina, accanto al lettino di un bambino come me che proprio ci mette tutto l’impegno che può per parlare con il suo amico e fargli richieste per sé e per gli altri “purché non siano sciocchine”.

Alla fine di tutto una cosa ho capito: qualsiasi sia la cosa in cui crediamo, facciamo in modo che ci aspetti sempre su una panchina in un giardino bellissimo.

Accade di avere una specie di visionarietà dove si azzera il tempo e non esiste più passato e futuro, è tutto unito nello stesso attimo, che però non si chiama presente. Chissà come si chiama. Forse si chiama figlio e basta.


  • Titolo: Leone (★★★☆☆)
  • Autore: Paola Mastrocola
  • Copertina rigida: 223 pagine
  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli

Prezzo di copertina: € 18,50.
Acquistabile qui ad un costo ridotto.

Foto: copertina libro. Originale qui.

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