“Come diventai monaca” di César Aira: confine tra realtà e immaginazione

gelato

La mia storia, la storia di “come diventai monaca” è cominciata molto presto nella mia vita; avevo appena compiuto 6 anni. L’inizio è segnato da un vivido ricordo che posso ricostruire fin nei minimi particolari.

Tutto inizia con un gelato alla fragola. Un piccolissimo gelato alla fragola, che la nostra bambina protagonista, César – come l’autore, sì – assaggia finalmente per la prima volta appena trasferitasi a Rosario con la sua famiglia. È il padre che, felice della nuova possibilità che questa città offriva loro, decide di portarla a mangiare questa meraviglia. Ma… il gelato si rivela “cattivo”. È disgustoso e nonostante le insistenze del padre César proprio non riesce a terminarlo.
Questo padre che, ad una primissima lettura, ci sembra quasi dispotico, scopre – finalmente! – che il gelato è davvero avariato.

E non reagisce bene.

Da qui inizia a muoversi la vicenda di una bambina con un’intossicazione alimentare, di un padre sopraffatto dalla passione e dall’orgoglio, di una madre chiusa in un mondo di vita ristretta e limitata al conosciuto.

L’angoscia che stavo diffondendo su quell’autobus era fin troppo reale, Come sempre, facevo in modo di confonderla. Era facile: non dovevo far altro che confondere me stessa.

César è un personaggio molto particolare, in bilico sul confine tra realtà e fantasia. Inventore di storie connesse tra loro, così vere che possono diventare realtà in un qualsiasi momento, senza che ce ne si renda conto.
È un continuo altalenare, questa storia, tra il fuori e il dentro, tra il reale e il surreale, tra le fantasie di una bambina che parla di sé al femminile e a cui si rivolgono al maschile. Cosa c’è di vero in tutto ciò? Probabilmente nulla, probabilmente è tutto un imbroglio, a partire dal titolo che solo al termine saremo in grado di comprendere davvero.

Se in alcuni momenti sembra di essere in un posto in cui i pensieri, anche quelli più assurdi, possono diventare realtà, in altri non riusciamo a trovare una vera collocazione. Così ti ritrovi immerso in un non luogo, in una non storia, in un non tempo, e le pagine ti scorrono come acqua tra le dita.

Un libro molto piccolo, che si legge con assoluta attenzione e facilità, che, a mio parere, è perfetto per chi ama lo stile di scrittura semplice e diretto, ma la sensazione costante di una tragedia imminente. La domanda che ci si pone ad ogni rigo è “sarà adesso?”.

Insomma, l’autore argentino mi ha davvero conquistata con la sua prosa (e la Fazi con l’ennesima copertina fantastica). Non posso che consigliarti di portarlo con te in borsa – magari in spiaggia, dato il periodo – e di non abbandonarlo al primo attimo di confusione: è tutto, meravigliosamente, confuso.

Ma non potevo. Era la sensazione più frequente della mia vita, tanto che era la mia vita stessa, e non avevo altra vita che quella: sentire una voce, comprendere gli ordini che questa voce m’impartiva, voler ubbidire, e non poterlo fare… Perché la realtà, che era l’unico campo in cui avrei potuto agire, si allontanava da me alla velocità del mio desiderio di entrarvi…


  • Titolo: Come diventai monaca (★★★☆☆)
  • Autore: César Aira
  • Copertina flessibile: 107 pagine
  • Editore: Fazi
  • Collana: Le strade

Prezzo di copertina: € 16,00.
Acquistabile qui ad un costo ridotto.

Foto: copertina libro. Originale qui.

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